Pjesme Stefana Višekrune prepjevane na italijanski jezik

Poslije maestralne interpretacije od strane glumca Gorana Jokića za pjesmu „Pauk ili čovjek“ Stefanu Višekruni stiže novo priznanje.

Pjesme našeg mladog pjesnika „Pauk ili čovjek“ i „İspovijest duše“ prepjevane su od strane italijanske pjesnikinje Ane Ferero i uskoro će biti objavljene u Italiji.

UN RAGNO O UN UOMO?

Il giorno pulsa nella sua forza,
tempo e spazio
svanisco velocemente
ma è ora di mangiare.

La pioggia cade
Come piangere un cuore scoraggiato.

Sopra un vecchio muro bianco
coperto di fango pesante
macchie di umidità,

con severità e prudenza militare,
un ragno intrappolato
è un po’ triste.

Decisamente per il suo bottino
Avvistato con mille occhi.

La metamorfosi, come una clessidra
è annunciata e scompare
come la rete del ragno

che scompare nell’aria
e tremando nella cenere
resuscita come una fenice
con la solitudine di un monaco.

Lui ricuce la tela orgoglioso
e dopo una lunghissima attesa,
ci sarà un rumore.

Lui cammina nei corridoi
della coscienza temporale e senza tempo,
chiedendosi se sia
ragno, o uomo, o entrambi?

Corpo di ragno,
con i ragni dorme
e lavora con i ragni.

E così
spesso in dannati dubbi
anche se superiore agli altri
sanguina sangue e un uomo
afferma di essere.

Egli immagina la sua fine,
a colazione beve
trovando un po’ di tempo per rilassarsi.

Si posiziona una maschera
di mitiche creature e stupendo.
È un uomo ragno o forse solo un ragno?

Raccoglie i baci
e in un sogno in riva al mare
il fuggitivo espulso raccoglie
le ossa
e qualcosa di dolce come il miele,
chiedendo solo:

Cos’è un ragno o un uomo oppure entrambi?
Né il ragno sa che è un uomo,
né l’opposto
né loro andrebbero mai d’accordo.

Soltanto lui ha ammesso di essere
un uomo non sa di essere un alterato,
un ragno e un uomo non andrebbero mai d’accordo.

Intrigo e presentimento e silenzio e una sorta di abbronzatura
la consapevolezza dell’uomo
sulla sua esistenza non infastidisce il ragno
insostenibile nella sua prigionia lo sta già facendo.

Le vittime su un muro bianco
di fango e macchie di umidità coperte dicono
qualcosa che sussurra
ad un uomo con mille occhi
nella sua scelta che lui non conosce:

Come, cos’è?
Questo è un po’ fastidioso.

Questo rimane con la sua pesante
sensazione di un fiume infuocato
la cui fiamma brilla e si rovescia
e, aspettando irrefrenabilmente
sotto al sole o sotto alla luna?

CONFESSIONI DI UN’ANIMA (LA SUA STORIA)

La mia casa è più deserta
di tutta la patria del mondo
spogliata come un osso,
è stata distrutta dopo il diluvio.

Sono disperso e viaggio ovunque per il mondo,
dunque.

Sono così triste, inquieto,
distrutto e abbandonato.

Un insieme di malvagità e perversa non autostima
Ero come una miriade di spazzatura.
Io non vivo più

Sto appena respirando,
affondando
in una convinzione senza speranza

L’odore è forte e potente.
Oh, figlio mio, allontanati da me!
Sei l’unico.

Perché non c’è vita nei tuoi occhi
sono arrabbiato con me stesso.
Non esiste più l’origine della mia natura nobile,
il mio amore prezioso e raffinato.

Sei Nato ed esisti:
il mio bambino.
Arco e piega,
è inutile farlo di nuovo.

Tu sei più prezioso di te.
Quello che vedete e sentite non sono io.
come un fioraio o una fornicata
che non si preoccupa per il mare

per il cambio della tuta,
le mie grida sono il suono che
i cieli e la terra producono:
Paradiso e Inferno.

La mia voce furtivo e più vocale,
esiste per la vostra conversione:
vi invita a volare tra le nuvole.
La mia faccia è più debole
chiamata (una volta) eternamente amorosa.

Occhi di sangue, corpo morto
è l’anima sepolta dal bianco in quelle notti folli
piene di alcol,

fredda e immorale
mi hanno avvelenato
strappando la vita dalla mia vita
che il genitore mi ha donato.

È troppo difficile pensare quante volte
abbia bombardato
da difeso e oppresso
bellezze celebrate che nemmeno ho descritto.

Schiacciato e infetto e sepolto
dalle parole della natura
con ballerini folli e ingenui in strada
che ho venduto dall’avido e spudorato tenero ragazzo.

Mi stai chiedendo cosa mi fa tutto questo?
Non ho la risposta
ma so che c’è:
dal male dei malvagi (proviene).

Per tutte le mie calamità e salvezze,
la gioia di Gerusalemme in me scorre,
vivono e navigano da qualche parte terribilmente lontano.
Ah, genitore, abbassa gli occhi
sul brutto, non ruminoso sterile.

Custode di mia santità è la giustizia.
Rallegrare le figlie e i figli
quali sono prigionieri di ciò
poiché tu sei l’unico che può.

Sono stato in un angolo della tua stanza
innumerevoli volte.
Ero solo e abbandonato:
Gridai per te, o mia moglie,
tienilo al sicuro, tesoro mio.

Leutar.net

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1 Komentar

  1. Svaka cast Stefane…Velika je cast da se tvoje pjesme prevode na italijanski jezik u zemlji koja je kolijevka umjetnosti svijeta…To je jedan od dokaza da postoje kvalitetni pjesnici poput tebe koji ce biti nadahnuce buducim generacijama!Samo naprijed…

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